Resurrezione (E. Borchers)

RESURREZIONE

E tu vuoi risorgere a vita.
Un uccello getta ombra sulla casa
Di giorno e di notte e scuote
Il tuo occhio ma è vuoto anche i cestini
Per la carta sono vuoti ed il vuoto
È addormentato e non ti sveglia più
Guai a te l’aria è vuota e non
Ti prende l’albero è vuoto e non
Ti prende un uccello non sei uccello
Più nessuna pietra che pianga per te
E neanche il sole e neanche la luna

E tu vuoi risorgere a vita
E chiedi della prossima città
L’altra città e bussi e chiedi
È questa la prossima città la prossima
Casa la casa è vuota le candele che
Ardevano ancora ardono tu allora
Spegnile tant ormai
Non ti sveglia più nessuno
Nessuno mai più

(Elisabeth Borchers)

Il banchiere in fuga (F. C. Delius)

Il banchiere in fuga

Certo, era lui. Poco fa alla televisione,
ora lo vediamo in una selva a piedi
e stanco morto, scarpe infangate, lo vediamo solo,
con la valigia, direzione nord, non è un fantasma.
Svizzera o Liechtenstein?
Perché non ha con se almeno il suo chauffeur e la mercedes?
Perché non prende il treno?
Perché quello sguardo spaventato, quella fretta?
Un viandante camminerebbe in altro modo e senza una valigia.
Chi fugge dalla moglie o dalla amante
Non batte viottoli di campagna.
Perché si tira su il bavero del cappotto?
Ha paura di noi? Da quando i banchieri
Fanno la parte del coniglio?
Quanti ne passeranno ancora
A disturbare la gente che passeggia in pace:
in che anno viviamo o che diavolo succede?

(F. C. Delius)

Morte di un muratore

Morte di un muratore

Johannes il vecchio muratore è morto.
Indurito come la malta
Con cui connetteva pietra a pietra
Così la sua faccia
Come le sue mani
Al ragazzo
Che ancora ieri era costretto a sgridare
Perché sbadato
È toccata la sua cazzuola.

Dal camino
Che fu il suo ultimo
Stamattina è apparso
Il primo fumo.
Seppellitelo senza menzogne