Il Pazzo è morto (G. B. Fuchs)

Il Pazzo è morto

Nella sala d’aspetto, quando i treni
Avevano ritardo,
raccontava fiabe da mille e una notte.
Non imparò mai
Il modo giusto di salutare.
Al “buongiorno”
Rispondeva sempre: forse.

Si sa: si toglieva il cappello
Davanti ai cani.
Il berretto di carta di giornale
I bambini se lo portavano via.

Le cinque righe di cronaca locale
Si concludevano con le parole:
fu la sua ultima notte,
quando salì sull’albero del parco.

Corre voce che abbia dimenticato
Di tenersi saldo
Mentre pronunciava
L’appello di pace al mondo

(G.B. Fuchs)

 

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