Lettera di Maria A. Bondanese

Grazie per avermi segnalato la discussione ospitata da “SalentoCult” sulla mostra da te allestita, dal 15 dicembre 2012 al 15 gennaio 2013, nella cornice dello stupendo Palazzo Legari di Alessano, con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale, in collaborazione con la pro Loco, il Centro Anziani, i Marinai d’Italia e l’Adovos di Alessano. Qualche considerazione vorrei esprimere ora, a ‘bocce ferme’, per così dire, e riguarda esclusivamente le ragioni che motivano il tuo fare di uomo e di artista, oltre che la qualità straordinaria delle opere esposte, che ho potuto ammirare la sera dell’inaugurazione.

Anzi tutto, mi ha commosso la dedica alla nostra comune amica Cesaria Rizzo, una delle donne forti e generose del solare Salento che restano scolpite nella memoria. Cesaria ha saputo affrontare l’oscuro male a viso aperto, con una vitalità e una ‘grinta’ che riuscivano a rassicurare e ad alimentare in tutti noi, che continueremo ad amarla, fiducia e speranza. Quella speranza che proprio tu, Ezio, hai voluto “raccontare” tempo fa, dalle pagine di “Apulia” con “Il campo dei fuochi”. Uno scritto di notevole suggestione in cui, riferendoti al disincanto e al ripiegamento su di sé di molti dopo la stagione della protesta e delle rivolta etica alla fine degli anna sessanta, invitavi a ristabilire un dialogo costruttivo tra intellettuali e comunità, cercando ancora “un varco alla speranza”. Parola chiave nelle opere di don Tonino Bello che del coraggio, dell’utopia propositiva, della capacità di progettare il futuro faceva i cardini dell’impegno nella quotidianità. Da quest’ottica, consonante al tuo modo di essere, coerente con il tuo intento di “stimolare le coscienze a una riflessione doverosa riguardo il nostro presente” è l’omaggio che tu hai voluto rendere al Vescovo ‘della stola e del grembiule’ con il ciclo di tele “Una donna di nome Maria”, all’interno della mostra. Quadri di cui meglio non si potrebbe dire che con le parole di Nello Wrona quando, la sera della presentazione, ha indicato come cifra dell’arte e della persona di Ezio Sanapo quella «di non scandalizzare, ma di turbare, sì, i nostri luoghi comuni, senza clamore, appunto, come i colori delle sue tele, mai accesi, mai vividi, mai violenti, ma appena accennati, sagomati e pastellati con pudore e quanto basta, come a voler suggerire, soltanto suggerire e non imporre, il confronto sui grandi temi». Confrontarsi, ridefinire l’essere umano come problema e non consegnarlo alle risposte prefabbricate di stereotipi e pregiudizi, richiamare l’attenzione alla cura del contesto cittadino e architettonico è l’appello che di continuo – attraverso il tuo infaticato operare – ti sforzi di porgere a tutti e, in particolare alle nuove generazioni di giovani e ragazzi di ogni età. Di questo come amica, concittadina e, nello specifico, come delegata alla Cultura del Comune di Supersano, ti sono grata, rinnovando il plauso per l’allestimento di Alessano al Sindaco Osvaldo Stendardo e all’Amministrazione Comunale, nonché a Francesco Greco, Alessandro Laporta, Francesco Accogli, Nello Wrona, che con fine sensibilità e competenza hanno illustrato, la sera dell’inaugurazione, contenuti, valore e significati della mostra.

Maria Antonietta Bondanese

Consigliera Cultura-Istruzione, 2013

Comune di Supersano

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