Sugli Angeli (C. Mmitosz)

SUGLI ANGELI

VI  HAN  TOLTO LE VESTI  BIANCHE,
LE  ALI  E  PERSINO  L’ESISTENZA,
IO  TUTTAVIA  VI  PRESTO  FEDE,
MESSAGGERI.

LA  DOVE  IL  MONDO  E’ GIRATO  SUL  ROVESCIO,
PESANTE  TESSUTO  RICAMATO  DI  STELLE  E  ANIMALI,
PASSEGGIATE  ESAMINANDO  LE  CUCITURE  VERITIERE.

E’  BREVE  LA  VOSTRA  SOSTA  QUI’,
FORSE  NEL  TEMPO  MATTUTINO, SE  IL  CIELO  E’  TERSO,
NELLA  MELODIA  RIPETUTA  DA  UN  UCCELLO,
O  NEL  PROFUMO  DELLE  MELE  VERSO  SERA
QUANDO  LA  LUCE  INCANTA  I  FRUTTETI.

DICONO, CHE  QUALCUNO  VI  HA  INVENTATO
MA  QUESTO  NON  MI  CONVINCE.
PERCHE’  GLI  UOMINI  HANNO  INVENTATO  ANCHE  SE  STESSI.

LA  VOCE -QUESTA  E’  FORSE  LA  PROVA,
PERCHE’  APPARTIENE  AD  ESSERI  INDUBBIAMENTE  LIMPIDI,
LEGGERI, ALATI – PERCHE’  NO? -,
CINTI  DALLA  FOLGORE.
HO  UDITO  QUESTA  VOCE  PIU’  DI  UNA  VOLTA  NEL  SONNO
E, CIO’  CHE  E’  PIU’ STRANO, HO  CAPITO  PIU’  O  MENO  IL  COMANDO
O  LA  CHIAMATA  IN  UNA  LINGUA  ULTRATERRENA:

A  MOMENTI  E’  GIORNO
ANCORA  UNO
FA  CIO’  CHE  PUOI.
(Czestaw  Mmitosz)

Traduzione di FABRIZIO FERRAZZI

Supersano 1990

 

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