Vicolo ultimo (E. Evtuschenco)

VICOLO ULTIMO

Vicolo ultimo, effettivamente.

Qui, in una casa scaduta a bettola,

con una donna faccio il sapiente

e mi rimbecillisco sempre di più.

 

A che pro essere poeta per sbattersi

Con una borghesuccia su un solido baule?

E io come un ridicolo bifolco

Capitato qui in scarpe di vernice.

 

In questa stanza piena di fronzoli,

la poesia non la salvi a letto.

Vicolo Ultimo, numero tredici.

Più avanti non c’è più strada.

 

Evgenij  Evtuschenco

 

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